Il lavoro e l'arte di non perdere il proprio centro: 4 pratiche di presenza e riequilibrio

Entra in studio, appoggia la borsa e si lascia cadere sulla sedia. Non ha neanche ancora tolto gli occhiali da sole che mi guarda e mi dice:

“Alessia, non ce la faccio più. Ho bisogno di staccare. Lavoro dieci ore al giorno, ho la casella mail che scoppia, le scadenze che mi inseguono e torno a casa ma la testa rimane lì, sulla mia scrivania. Ho le spalle rigide come la pietra e il petto così stretto che mi dimentico di respirare.”

Mentre parla, la ascolto. Vedo la sua stanchezza, ma vedo soprattutto qualcosa che incontro ogni singolo giorno nella mia pratica: una persona che sta vivendo in un’apnea continua.

Riconosci questa sensazione? È quel senso di affanno invisibile che molti di noi finiscono per scambiare per "normalità". Pensiamo che l'unica soluzione sia resistere fino alle vacanze estive o al fine settimana. Ma la verità è che non possiamo vivere aspettando due settimane all’anno per tornare a respirare.

Quando i miei clienti mi raccontano questa frenesia, spiego loro che il benessere non è un premio da meritarsi dopo aver sofferto, ma una postura quotidiana da coltivare giorno dopo giorno.

Non sempre possiamo cambiare i ritmi dell'ufficio, le pretese dei superiori o le urgenze delle scadenze. Ma possiamo cambiare radicalmente il modo e la presenza con cui attraversiamo la nostra giornata lavorativa.

La chimica dello stress: perché la mente non basta

Quando viviamo un periodo di forte carico lavorativo, il nostro sistema nervoso autonomo rimane bloccato in una risposta di perenne iper-attivazione. Dire a se stessi "devo stare calma" o "devo rilassarmi" semplicemente non funziona, perché la mente cognitiva non riesce a disattivare un circuito che si è attivato a livello fisiologico.

Il nostro corpo accumula la tensione sotto forma di rigidità muscolari, respiro corto e dispersione energetica. Per interrompere questo circuito occorre parlare al sistema nervoso attraverso il linguaggio dei sensi: il tocco, il respiro e le molecole botaniche dell'Aromaterapia.

I tre alleati botanici per la mente in sovraccarico

Nella mia pratica in studio e nei suggerimenti alchemici che offro per la pratica di riequilibrio quotidiana, scelgo essenze vegetali pure capaci di interagire direttamente con la parte più antica del cervello:

  1. Incenso Olibano (Boswellia carterii): estratto dalla resina che la pianta produce per proteggere i propri tessuti. L'Incenso rallenta la respirazione affannosa, contiene le dispersioni di energia e restituisce uno stato di profondo contenimento e presenza.

  2. Petitgrain Bigarade (Citrus aurantium var. amara - foglia): un olio ricco di esteri e monoterpenoli ad altissimo tropismo per il sistema nervoso. Agisce sulla sensazione di "oppressione" al petto, scioglie le rigidità mentali ed emotive accumulate davanti allo schermo e accompagna verso la decompressione.

  3. Cipresso (Cupressus sempervirens): la conifera che dona struttura e stabilità. La sua nota balsamica e profonda lavora sul senso di verticalità, aiutandoci a rimanere saldi e radicati anche quando siamo sommersi dalle responsabilità.

4 pratiche di presenza e riequilibrio alla scrivania

Per spezzare il circuito dell'affanno prima che il corpo arrivi al punto di saturazione, ho raccolto quattro micro-rituali semplici e concreti, che puoi eseguire direttamente nel tuo ambiente di lavoro per "creare la tua bolla" di tutela e riequilibrio.

1. Il Radicamento dei 5 Sensi (Per rientrare nel corpo)

Quando la mente va in sovraccarico davanti al computer o durante una chiamata difficile, perdi il contatto con la realtà fisica.

  • Come si fa: Fermati per 60 secondi, stacca le mani dalla tastiera, appoggia bene le piante dei piedi a terra e cerca attorno a te:

    • 5 cose che puoi vedere (il colore di una penna, una sfumatura di luce);

    • 4 cose che puoi toccare con la pelle (il tessuto dei pantaloni, il legno del tavolo);

    • 3 suoni che puoi ascoltare nel sottofondo;

    • 2 odori che puoi percepire nell'aria;

    • 1 sapore o la sensazione della lingua contro il palato.

  • Perché funziona: Riporta istantaneamente il sistema nervoso al momento presente, interrompendo il loop dei pensieri ansiosi.

2. La Respirazione Aromatica (Per riaprire il respiro)

Sotto stress il respiro diventa superficiale e toracico, inviando al cervello un segnale costante di emergenza.

  • Come si fa: Applica una sola goccia di Incenso o Petitgrain sui polsi. Porta le mani a coppa davanti al viso senza toccarlo. Inspira lentamente dal naso per 4 secondi, trattieni il respiro per 2 secondi ed espira dalla bocca per 6 secondi, come per far oscillare la fiamma di una candela senza spegnerla. Ripeti per 4 cicli completi.

  • Perché funziona: L'espirazione prolungata stimola il nervo vago e riduce la frequenza cardiaca percepita, mentre la stimolazione olfattiva favorisce il rilascio di tensioni stivate nel petto.

3. Il Confine Sacro (Per non portarsi il lavoro a casa)

Spesso la stanchezza raddoppia perché non tracciamo un confine netto tra il tempo della produzione e il tempo del recupero.

  • Come si fa: Prima di spegnere il PC o chiudere la tua postazione, fai un gesto fisico di chiusura (lavarti le mani con acqua fresca, fare un leggero allungamento delle braccia o riporre gli strumenti di lavoro). Formulati un'intenzione chiara: "Il tempo della produzione per oggi è terminato, ora rientro nel mio centro."

  • Perché funziona: Crea un'ancora comportamentale che comunica al corpo che la fase di guardia è conclusa.

4. La Bolla di Protezione (Scudo sensoriale)

Prima di affrontare una riunione tesa o di entrare in un ambiente frenetico, puoi creare il tuo spazio di tutela energetica.

  • Come si fa: Chiudi gli occhi per tre respiri e visualizza attorno a te una sfera fluida ma densa, a circa un metro dal tuo corpo. Questa bolla ti permette di ascoltare gli altri senza assorbire la loro ansia.

  • Il suggerimento alchemico: Applica una goccia di Cipresso sui polsi o sul plesso solare per rafforzare la sensazione di confini chiari e stabilità interiore.

Un invito al ritorno a Sé

Non dobbiamo per forza portare tutto il peso sulle nostre spalle. Il tuo corpo non ha bisogno che tu gli chieda un ulteriore sforzo di volontà, ma richiede semplicemente di essere ascoltato e accolto.

Se senti il bisogno di concederti uno spazio sacro dove sciogliere le tensioni accumulate, alleggerire il carico e ritrovare la tua naturale armonia, io sono qui per accompagnarti.

📍 Essenza & Armonia di Alessia Trevisan

📲 Se senti il bisogno di ritrovare il tuo centro, scrivimi in privato o su WhatsApp.

"L'arte di lasciar andare, lo spazio per fiorire."

Alessia

Trattamento di benessere disciplinato ai sensi della Legge 4/2013.

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